Ancora esulta il cuore mio
al mormorio del nome tuo
nel dolce vento di questa sera.
Tiepidi abbracci, mille carezze,
quante promesse al chiaro di luna,
complici amanti nel sonno lieve della mattina.
Ora che muovo gli occhi al soffitto,
triste... leggi...
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Volgo lo sguardo al minuto ch' avanza
mi sforzo, lo seguo, ne colgo l'essenza.
Nel tempo che batte d'un colpo sicuro
catturo passato, presente e futuro.
Tramonta il secondo al contar delle dita,
che triste destino gli serba la vita,
eppur,... leggi...
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Davide Romano
Le sue 31 poesie
| Non mi piace più la maionese,
non mi piace quel rumore cacofonico
che offende il timpano
e attraversa l'udito
quando la mano dal Centro
impugna il tubetto
e con voglia calorica
lo spreme, lo masturba.
E pare quel tonfo
che lascia il
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| L'artigiano della bocca
non vuole più parlare.
Ha chiuso la bottega
e nascosto la sua stoffa
tra polveri d'annata
di vino e poesia.
Vocali e consonanti
s'indossano per strada
senza orli né ricami
e la moda taroccata
riveste le
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| Sei di vita e matita,
di mosto e d'inchiostro,
di vigna dolciastra
e terra lontana
ai confini del mondo.
Sei il filo di vento
che cuce le rime,
l'aria di Bach
di primo mattino,
la falce che miete
ma lascia nel campo
una spiga di grano.
Sei
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| Sarà nudo il pensiero
nell'afflato finale,
sarà l'ultimo grido
senza ombra né luce.
Tra la vita e la morte
sarà nudo il pensiero,
sarà vergine e puro
come il primo vagito,
come il bimbo cullato
tra le braccia
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| Avere vent'anni
ogni giorno che passa
difronte allo specchio
che guardi al mattino,
legare il domani
nelle corde di ieri,
amando il tuo ieri,
scavando ogni ruga
come fosse miniera
di preziosi ricordi,
guardando negli occhi
la nera
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| Come l'ombra seguace
che muta s'incolla
ai tuoi piedi,
dietro o davanti,
contando i tuoi passi,
come l'uccello rapace
che soffoca l'ombra
di facili prede,
tracciando nel volo
un cerchio mortale,
cosi, con pallido zelo
a spezzare il
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| C'è un posto quieto nel grembo del passato
ove, gaudente, s'annida un fanciullino.
Un loco antico, profondo ed incantato
ove anche la sera profuma di mattino.
C'è un dolce suono nell'eco del mio tempo
che fugge all'urlo
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| Mia libertà,
stanotte offro a te
un dolce e folle vino,
e con ebbro poetar
ti voglio celebrar
a Musa del mio cammino.
Mia libertà,
mi piace respirar
la scia del tuo profumo,
e come sposo sull'altar
m'inchino ad infilzar
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 | Ancora esulta il cuore mio
al mormorio del nome tuo
nel dolce vento di questa sera.
Tiepidi abbracci, mille carezze,
quante promesse al chiaro di luna,
complici amanti nel sonno lieve della mattina.
Ora che muovo gli occhi al soffitto,
triste
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| Un giorno qualunque,
per l'ultima volta,
lo specchio ch'aspetta
occhi di uomo
avrà come dono
il volto che porti.
(Chissa'
s'invecchiato
dall'avido tempo
o ancor profumato
di giovine età...!)
Quel giorno che cade
vicino
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| Lo senti?... È sera.
Follia d'Assenzio
si libra in aria
e di magia s'accende,
ché par d'un lampo
s'allenti il tempo
e l'ansimar che lo pervade.
Chiomate danzan luci
tra la bruma dei canali,
e nei passi solitari
sottesi ai
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| Volgo lo sguardo al minuto ch' avanza
mi sforzo, lo seguo, ne colgo l'essenza.
Nel tempo che batte d'un colpo sicuro
catturo passato, presente e futuro.
Tramonta il secondo al contar delle dita,
che triste destino gli serba la vita,
eppur,
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| Cadono i miei occhi
sui fiori non regalati,
avvolti nel profumo della malinconia.
Suscitano tenerezza e
piangono in silenzio
l'attesa vana d'una dolce compagnia.
Sono petali al tramonto,
desideri d'un abbraccio
che mai il tempo
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| Amara sentenza del tempo presente è
dimenticanza di vita, perenne apparenza.
Freddo il sole dell'umana coscienza,
brancolante nel buio, senza forma di Dio
che sulla tomba aperta di quest'esistenza
depone le armi, s'inchina,
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| Ah, qual fatal dirupo nel cammin t'attende,
cieco pellegrino d'occidente!?
Qual funesta forza armeggia il tuo intelletto,
triste compagno contraffatto?
Marionetta barcollante,
cosi' m'appari nella danza orripilante del presente.
Un passo a
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